Trasferimenti

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Competenza e professionalità per tutti i lavoratori dipendenti

La consulenza legale e l’assistenza offerte dallo studio Rizzo sono supportate da un’approfondita conoscenza della materia e dal costante aggiornamento professionale dei propri dipendenti. Soltanto un aggiornamento assiduo e un monitoraggio costante dell’evoluzione giuridica, infatti danno garanzia vera di un servizio competente e professionale.

Trasferimenti Lavorativi

Il trasferimento del lavoratore in altra sede di lavoro è un provvedimento che, per potere essere valido, deve rispettare determinate condizioni, non potendo essere liberamente disposto dal datore di lavoro.

Qualora si ritenga, dunque, che il trasferimento sia illegittimo, si renderà necessaria la sua impugnazione innanzi al giudice del lavoro, al fine di ottenerne l’annullamento e la riapplicazione presso la sede originaria.

Lo Studio Rizzo fornisce proficuamente assistenza in tema di trasferimento ed è costantemente aggiornato sugli sviluppi giurisprudenziali inerenti tale materia.

Attenzione anche il trasferimento come il licenziamento (e il contratto a termine) deve essere impugnato anche con raccomandata A/R entro e non oltre 60 giorni dalla sua comunicazione.

Stop ai Trasferimenti

L’antefatto: come noto la società Poste Italiane è stata condannata, almeno a partire dal 1999, dai Giudici del Lavoro a riammettere in servizio migliaia di dipendenti già assunti a tempo determinato che avevano lamentato la nullità della clausola di apposizione del termine. All’esito dei processi la società in questione, anziché applicare i dipendenti presso la sede lavorativa dove avevano prestato servizio (si trattava infatti di ripristinare lo stesso rapporto, da considerarsi come “mai interrotto”) usava trasferirli (anche) a centinaia di chilometri di distanza.

Nel 2004 era intervenuto (il 29 luglio) un accordo sindacale che disciplinava le modalità di tali “riassunzioni”: la società avrebbe dovuto riapplicare, nello stesso ufficio dove l’ex precario aveva lavorato, o comunque in uffici siti nel Comune ove era ubicato quello nel quale era stata eseguita la prestazione a termine, e nel caso di “eccedentarietà” di tale ufficio/i, comunque in altro ufficio dello stesso Comune e, in via gradata ed in sequenza, in uffici siti nelle Provincie o nelle Regioni più vicine.

Nelle pronunce (sentenze o ordinanze) in questione la Corte Suprema, confermando gli arresti dei giudici di merito (in questo caso della Corte d’Appello di Roma), e il proprio stesso orientamento ha ribadito che:

a) L’onere della prova della sussistenza delle esigenze tecniche produttive od organizzative capaci di legittimare un provvedimento di trasferimento, contrariamente a quanto affermato dalla società, incombe sul soggetto datoriale che tale provvedimento abbia adottato e non sul lavoratore spostato;

b) Spetta al giudice del merito (quindi al Tribunale e/o alla Corte d’Appello) valutare l’idoneità probatoria dei mezzi istruttori proposti dalle parti. Nei casi di specie la Corte D’Appello di Roma, affermata la legittimità degli accordi sindacali del 29 luglio 2004, aveva rilevato come Poste Italiane non fosse apparsa in grado di fornire alcuna prova “circa il periodo cui era riferibile l’eccedenza presso gli uffici del comune di Roma, né sul fatto che in tutti gli uffici postali vi fosse un’eccedenza superiore al 109%”.

Sezione Notizie

Altre due sentenze del Tribunale di Roma di GIUGNO 26 riconoscono il diritto al trasferimento ai sensi dell’art. 33 quinto comma legge 104/92 di altrettanti lavoratori, assistiti da questo studio, questa volta rispettivamente da Ravenna e da Torino a NAPOLI

Continua l’orientamento favorevole ai lavoratori assistiti da questo studio: dall’inizio dell’anno ben 10 sentenze (tra Tribunale e Corte d’Appello) tutte favorevoli, e nessuna contraria . LA PRIMA SENTENZA DI GIUGNO Nella sentenza n. 6911/26 pubblicata lo scorso 12...

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Un’altra sentenza del Tribunale di Roma dello scorso 29 aprile 2026 riconosce il diritto al trasferimento ai sensi dell’art. 33 quinto comma legge 104/92 di una dipendente assistito da questo studio, questa volta da Lecco a Bari

Con la sentenza n. 5082/26 appena pubblicata [che si allega] il Tribunale di Roma, rigettate seccamente tutte le difese svolte dalla società datoriale, ha condannato Poste a trasferire unasua dipendente, assistita da questo studio, ai sensi dell’art. 33 comma 5 legge...

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Una nuova importantissima sentenza emessa dal Presidente della Prima sezione del Tribunale di Roma lo scorso 20 marzo 2026 ha condannato per l’ennesima volta Poste Italiane spa a trasferire un lavoratore ricorrente assistito da questo studio , questa volta da BOLZANO ad AVELLINO

Con la sentenza n. 3362/26 appena pubblicata  [ che si allega] il Tribunale di Roma, rigettate seccamente tutte le difese svolte dalla società datoriale, ha condannato Poste a trasferire unsuo dipendente, assistito da questo studio, ai sensi dell’art. 33 comma 5 legge...

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Anche a MARZO 2026 La Corte d’Appello di Roma ha respinto il ricorso della società e confermato la sentenza di primo grado che l’aveva condannata a trasferire il proprio dipendente da Roma a PALERMO La società è stata condannata per lite temeraria, ai sensi dell’art.96.c.3 a risarcire il lavoratore appellato!

Con la sentenza n. 1198 appena pubblicata [che si allega] la Corte d’Appello di Roma ha seccamente respinto  il ricorso della società che mirava ad ottenere l’annullamento della sentenza di primo grado con la quale il Tribunale aveva accolto il ricorso  di un...

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A FEBBRAIO 26 si registrano ALTRE DUE SENTENZE di Giudici diversi DEL TRIBUNALE DI ROMA di accoglimento dei ricorsi dei lavoratori ASSISTITI DA QUESTO STUDIO-  con condanna del soggetto datoriale ( Poste Italiane spa)  al trasferimento ai sensi dell’art. 33 quinto comma della legge 104/92;  questa volta dalla provincia di Bolzano a COSENZA, e da Varese a PALERMO!

Dopo le 5 sentenze negative di dicembre che hanno purtroppo  rigettato  altrettanti ricorsi presentati da altri Legali, con la sentenza n. 1304  pubblicata lo scorso 4 febbraio [che si allega] il Tribunale di Roma, ha accolto il ricorso di una dipendente di Poste...

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