Poste Italiane Condannata Nuovamente dal Tribunale di Roma Il Tribunale di Roma ha emesso una nuova sentenza, condannando Poste Italiane a trasferire una lavoratrice, ai sensi dell’art. 33 comma 5 della Legge 104/92, questa volta da Bolzano a Foggia. La sentenza, datata 9 giugno 2025, riguarda una lavoratrice difesa dallo studio legale.

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Con la sentenza n. 6622 appena pubblicata  [ che si allega]   il Tribunale di Roma I Sezione Lavoro, Giudice Consigliere dott. Alessandro COCO , ha accolto il ricorso di una dipendente di Poste Italiane spa,  assistita da questo studio,  che, avendone i requisiti, aveva chiesto di essere trasferita ai sensi dell’art. 33 comma 5 legge 104/92 e successive modifiche ; la società si era opposta e la lavoratrice aveva presentato ricorso; nella sentenza il Giudice ha   ordinato   il trasferimento della ricorrente  dal CD di Merano, in provincia di Bolzano , al Cd di FOGGIA , località presso la quale si trova il congiunto da assistere.

Come al solito la società si è difesa  sottolineando come- a suo avviso-  tutti i trasferimenti dovessero soggiacere alle regole previste dagli Accordi Sindacali Nazionali , alla cosiddetta mobilità volontaria e alle relative  graduatorie e regole che non avevano previsto alcun trattamento di favore per i titolari della legge 104/92

In perfetta sintonia con quanto affermato da questa difesa  nei ricorsi, ed in linea con la sua  giurisprudenza ormai decisamente prevalente  , il Tribunale, al contrario, ha affermato . tra le altre ragioni che hanno condotto all’accoglimento integrale dei ricorsi  che “a confutazione di quanto eccepito dalla società resistente , va sottolineato come l’istituto del trasferimento previsto dall’art. 33 della legge n, 104/1992 abbia natura autonoma e distinta rispetto alle ordinarie e comuni procedure di mobilità orizzontale del personale;

infatti, nel caso del congiunto del portare di handicap grave ci si trova di fronte ad un diritto soggettivo di fonte legale, che ha natura tendenzialmente assoluta, col solo limite della possibilità di rispetto delle esigenze datoriali”

Si sta quindi delineando una giurisprudenza favorevole che lascia ben sperare per i casi analoghi.

Scarica la sentenza.

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Lo studio è a disposizione degli interessati per approfondimenti su situazioni analoghe che potrebbero condurre all’accertamento giudiziale di tali diritti,  tutt’ora sempre negati dalla società in questione